Immagine di una ragazza che lavora in spiaggia con il suo portatile
Fiscalità

Lavorare da Freelance Conviene? Facciamo due conti

Tempo di lettura: 8 minuti

Il mondo del lavoro sta vivendo una trasformazione significativa, sempre più persone, giovani e meno giovani, per motivi diversi, scelgono di intraprendere la carriera da Freelance. Ma cosa significa esattamente essere un Freelance e quali sono le implicazioni di questa scelta professionale? In questo articolo vorremmo dare indicazioni a aspiranti Freelance e a quelli che desiderano approfondire, sugli aspetti fiscali e contributivi di un Freelance in Italia.

Definire la Propria Attività e Codici Ateco

Per poter operare come freelance, quando l’attività è continuativa, è indispensabile l’apertura di una partita IVA. La denominazione Freelance include tutti i Liberi Professionisti, alcuni con obbligo di iscrizione a un albo professionale, altri meno regolamentati. È fondamentale scegliere il giusto codice Ateco, che influenzerà il pagamento dei contributi previdenziali e il “coefficiente di redditività” nel regime forfettario.

Sul sito dell’ISTAT è possibile fare una ricerca per parola chiave, una volta individuato il codice Ateco, I coefficienti di redditività in base al codice Ateco corrispondono a:

  • 40% per industrie alimentari e delle bevande (Ateco 10, 11);
  • 40% per commercio all’ingrosso e al dettaglio (Ateco 45 – da 46.2 a 46.9 – da 47.1 a 47.7 – 47.9);
  • 40% per commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande (Ateco 47.81);
  • 54% per commercio ambulante di altri prodotti (Ateco 47.82 e 47.89);
  • 86% per costruzioni e attività immobiliari (Ateco 41, 42, 43 e 68);
  • 62% per gli intermediari del commercio (Ateco 46.10);
  • 40% per le attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (Ateco 55 e 56);
  • 78% per le attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi (Ateco 64, 65, 66, 69, 70, 71, 72, 73, 74, 75, 85, 86, 87, 88);
  • 67% per le altre attività economiche (Ateco 01, 02, 03, 05, 06, 07, 08, 09, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 35, 36, 37, 38, 39, 49, 50, 51, 52, 53, 58, 59, 60, 61, 62, 63, 77, 78, 79, 80, 81, 82, 84, 90, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99).

Il Reddito Imponibile (la base di calcolo per imposte e contributi) per i forfettari, si calcola moltiplicando il totale dei ricavi percepiti per il coefficiente di redditività.

Iniziare Senza Partita IVA: Lavoratore Autonomo Occasionale

Un’opzione per iniziare è quella del lavoratore autonomo occasionale. Q

Per qualificarsi come collaborazione occasionale, è necessario che si verifichino tutte le seguenti condizioni:

  • Per ciascun prestatore, con tutti gli utilizzatori, un compenso non superiore a 5.000 euro;
  • Per ciascun utilizzatore, con tutti i prestatori, un compenso non superiore a 5.000 euro;
  • Per ogni prestatore, per le prestazioni rese a un singolo utilizzatore, un compenso non superiore a 2.500 euro;

Superando i 5.000 euro complessivi, anche da diversi committenti, si deve iscriversi alla Gestione Separata INPS e versare i contributi sull’eccedenza.

La Ricevuta per Prestazione Occasionale

La ricevuta per prestazione occasionale deve contenere:

  • Dati anagrafici del lavoratore (nome, cognome, data di nascita, codice fiscale).
  • Data, luogo, e firme del lavoratore e del ricevente.
  • Importo lordo del compenso e dettaglio della ritenuta d’acconto.
  • Importo netto percepito.
  • Dicitura di esclusione IVA secondo l’art. 5 del DPR 633/72.

Fac Simile di Ricevuta per Prestazioni Occasionali:

Nome Cognome Indirizzo CAP Città Codice Fiscale

Spett.le Nome Cliente Indirizzo Cap Città P Iva Codice fiscale
Ricevuta n. _________ del ________ Oggetto: [Dettaglio dell’attività svolta] Compenso lordo ______ € Ritenuta d’acconto di ______ € Compenso netto ______ € La prestazione è esclusa dall’IVA ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. n. 633/72.
Data Firma

Applicazione della Marca da Bollo

Una marca da bollo da 2 euro è necessaria sulla ricevuta originale se l’importo supera i 77,47 euro. Sulla copia del lavoratore, è sufficiente indicare l’assolvimento dell’imposta sull’originale.

Versamento della Ritenuta d’Acconto

La ritenuta d’acconto deve essere versata dal committente tramite modello F24, usando il codice 1040, entro il 16 del mese successivo all’incasso.

Adempimenti Fiscali del Lavoratore Occasionale

I compensi percepiti vanno dichiarati come “redditi diversi” nel Modello 730 o Unico.

Professionisti Iscritti all’Albo

I professionisti iscritti ad albi professionali devono sempre aprire partita IVA per prestazioni legate alla loro professione, anche se occasionali.

Situazioni in cui la Ricevuta Occasionale Non è Applicabile

La ricevuta per prestazione occasionale non si può utilizzare quando l’attività ha carattere professionale e viene svolta abitualmente.

Regime Fiscale: Forfettario o Ordinario Semplificato?

Il freelance può scegliere tra il regime forfettario e quello ordinario semplificato. Il regime forfettario, con un’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% nei primi 5 anni se rispettati certi requisiti), è vantaggioso per chi ha ricavi annuali fino a 85.000 euro e bassi costi operativi. Il regime ordinario è invece consigliato a chi ha costi operativi elevati, in quanto permette maggiori deduzioni.

Regime Forfettario

Puoi accedere a questo regime fiscale se:

  • Hai conseguito ricavi o percepito compensi, nell’anno precedente, non superiori a 85.000 euro (il precedente importo di 65.000 euro è stato così modificato dalla Legge di Bilancio 2023).
  • Hai sostenuto spese per un importo complessivo non superiore a 20.000 euro lordi per lavoro accessorio, lavoro dipendente e compensi a collaboratori, anche a progetto, comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati con apporto costituito da solo lavoro e quelle corrisposte per le prestazioni di lavoro rese dall’imprenditore o dai suoi familiari.
  • Non hai effettuato, in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi.
  • Non sei una persona fisica che si avvale di regimi speciali ai fini Iva o di regimi forfettari di determinazione del reddito.
  • Non sei un non residente, ad eccezione di coloro che risiedono in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente realizzato.
  • Non partecipi contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari ovvero non controlli direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte individualmente.
  • Non eserciti prevalentemente la tua attività nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a tali datori di lavoro, fatta eccezione per chi inizia una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni.

Se rispetti i requisiti sopra elencati, ecco vantaggi e svantaggi di questo regime:

Il Regime Forfettario è un regime fiscale agevolato che prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per i primi 5 anni se rispettati determinati requisiti) sul reddito dell’attività, a differenza di quello ordinario.

Il reddito imponibile viene calcolato in maniera per l’appunto forfettaria, applicando ai ricavi/compensi conseguiti nell’anno d’imposta, un coefficiente di redditività che, come abbiamo visto, varia a seconda del codice ATECO dell’attività esercitata.

I vantaggi sono:

  • Adempimenti fiscali semplificati: chi è nel forfettario emette fattura senza applicare l’IVA e senza mettere ritenuta d’acconto. È esonerato dalla dichiarazione IRAP e dagli ISA (indicatori sintetici di affidabilità). Non fa la dichiarazione IVA e non fa la liquidazione IVA periodica. Non deve registrare le fatture acquisto e vendita.
  • Aliquota d’imposta ridotta: l’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per i primi 5 anni se rispettati determinati requisiti) è molto più bassa di quelle ordinarie IRPEF previste per scaglioni di redditi.
  • Limite di ricavi/compensi: il limite annuo di ricavi/compensi che la partita IVA non deve superare per essere in questo regime di favore è stato innalzato da 65.000 euro a 85.000 euro.

Gli svantaggi del Regime Forfettario sono:

  • Impossibilità di portare in deduzione dal reddito i costi inerenti l’attività (utenze, macchinari, ecc.). L’unico costo deducibile riguarda i contributi previdenziali ed assistenziali assolti per legge. Si intuisce, dunque, che si tratta di un regime che potrebbe non essere molto conveniente per quelle partite IVA che hanno elevati costi di gestione del poter portare in deduzione.
  • Impossibilità di detrarre/dedurre gli oneri personali. Non potrà, quindi, godere sull’imposta sostitutiva della detrazione per coniuge a carico, della detrazione per interessi mutuo abitazione principale, ecc.

I titolari di partita Iva in regime forfettario possono aderire alla Gestione Separata INPS per professionisti o alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS. La scelta della gestione a cui aderire dipende dall’attività che si svolge prevalentemente: commerciale, artigianale o imprenditoriale.

Le aliquote contributive e i minimali contributivi variano a seconda della gestione prescelta e del reddito prodotto dal lavoratore.

Gestione Separata INPS: riservata ai professionisti senza cassa specifica (Grafici, webmaster copywriters, etc.) il principale vantaggio è il non dover versare quote fisse di contributi, come avviene invece per la cassa artigiani e commercianti. Quindi, se il professionista non fattura, non è tenuto a pagare.

Regime Fiscale Ordinario Semplificato

Questo regime, come anticipato, è consigliato se nella tua attività hai costi operativi elevati, che non giustificherebbero il coefficiente di redditività indicato per il regime forfettario.

Limiti di Accesso al Regime Ordinario Semplificato

Il regime ordinario semplificato è pensato per quei freelance che, pur avendo un’attività in crescita, non superano determinati limiti di fatturato. Per accedervi, è necessario che i ricavi o i compensi annui non superino i 400.000 euro. Questo limite ti permette di avere uno spazio più ampio per far crescere la tua attività, senza subire il peso di una fiscalità troppo onerosa.

Le Imposte nel Regime Ordinario Semplificato

In questo regime, dovrai affrontare diverse tipologie di imposte:

  1. IRPEF: Calcolata su scaglioni di reddito, è l’imposta diretta sul tuo reddito personale. Le aliquote variano a seconda del reddito complessivo e possono raggiungere percentuali importanti.
  2. IVA: Dovrai applicare l’IVA sulle tue fatture e versarla allo Stato. L’aliquota standard è del 22%, ma ci sono casi in cui può essere ridotta.
  3. IRAP: L’Imposta Regionale sulle Attività Produttive è un’altra imposta da considerare. Il suo calcolo può variare a seconda della regione in cui operi.

Aliquote, Minimali e Massimali

Le aliquote IRPEF variano dal 23% al 43%, a seconda del reddito. Questo significa che più guadagni, maggiore sarà la percentuale di tasse da versare. Per l’IVA, come già accennato, la norma prevede un’aliquota del 22%, ma ci sono casi specifici in cui può essere ridotta o addirittura azzerata.

Non esiste un minimo di reddito per l’accesso a questo regime, ma è essenziale valutare se le tue entrate giustificano il carico fiscale e amministrativo che comporta.

Contributi INPS

Contribuzione INPS nel Regime Forfettario

Nel regime forfettario, la contribuzione INPS è più semplice e vantaggiosa rispetto al regime ordinario. Ecco perché:

  • Aliquota Contributiva: Generalmente, l’aliquota contributiva INPS per i freelance in regime forfettario è del 25,72% sui redditi derivanti dall’attività professionale.
  • Calcolo dei Contributi: I contributi si calcolano applicando l’aliquota al reddito imponibile, che è determinato dai tuoi ricavi annui moltiplicati per il coefficiente di redditività specifico del tuo codice ATECO.

Esempio di Calcolo: Immaginiamo che tu sia un grafico freelance con un ricavo annuo di 30.000 euro e un coefficiente di redditività del 78%. Il tuo reddito imponibile sarà 30.000 euro x 78% = 23.400 euro. I tuoi contributi INPS saranno quindi 23.400 euro x 25,72% = 6.018,48 euro all’anno.

Contribuzione INPS nel Regime Ordinario

Il regime ordinario semplificato richiede un’attenzione maggiore nella gestione dei contributi INPS:

  • Aliquota Contributiva: L’aliquota INPS per il regime ordinario varia in base alla categoria professionale e alla gestione specifica (es. artigiani, commercianti, ecc.). In genere, l’aliquota si aggira intorno al 24%-25%.
  • Calcolo dei Contributi: Nel regime ordinario, i contributi si basano sul reddito effettivo e non su un calcolo forfetario. Questo significa che dovrai pagare i contributi su tutto quello che guadagni, senza il beneficio di calcoli agevolati.

Esempio di Calcolo: Se sei un consulente marketing con un reddito di 50.000 euro all’anno, i tuoi contributi INPS saranno calcolati su questa cifra intera. Se l’aliquota è del 24%, dovrai versare 50.000 euro x 24% = 12.000 euro all’anno.

Gestire i contributi INPS può sembrare un compito arduo, ma è una parte essenziale del tuo viaggio da freelance. Questi pagamenti non sono solo un obbligo legale, ma sono il tuo investimento in un futuro più sicuro, garantendoti accesso a pensione e protezione sociale.

Che tu scelga il regime forfettario per la sua semplicità e convenienza, o il regime ordinario per la sua aderenza ai tuoi reali guadagni, ricordati che gestire con cura e attenzione la tua contribuzione INPS è un atto di responsabilità verso te stesso e il tuo futuro.

Altri obblighi

Ricordiamo l’obbligo di fatturazione elettronica, per tutti a partire dal 1° gennaio 2024 e l’applicazione del bollo su fatture di importo superiore a € 77,47

Piattaforme per fatturazione e con servizi di consulenza online.

Per semplificare la gestione delle fatture, esistono diverse piattaforme online che possono aiutare a registrare e archiviare i documenti fiscali in modo efficiente, anche con servizi di consulenza online.

Tra queste ci sentiamo di consigliarti:

Consigli per Freelance Esistenti e Aspiranti

  • Per chi è già freelance: È fondamentale tenersi aggiornati sugli adempimenti fiscali e contributivi e valutare periodicamente se il regime fiscale scelto è ancora il più conveniente. È importante anche pianificare adeguatamente gli investimenti e le spese per massimizzare la convenienza fiscale.
  • Per chi aspira a diventare freelance: Valutate attentamente il carico fiscale e contributivo prima di intraprendere questa strada. Considerate la possibilità di iniziare come lavoratore autonomo occasionale e poi, se necessario, passare a una partita IVA. È essenziale avere un piano finanziario per gestire i periodi di minor lavoro.

Fai rete con chi ha già intrapreso la strada della libertà, scopri Extenders

Ricordati sempre di affidarti a un buon commercialista, che possa guidarti in questo percorso, permettendoti di concentrarti su ciò che ami fare: il tuo lavoro da freelance. La strada dell’indipendenza professionale può essere costellata di sfide, ma anche di grandi opportunità. Con la giusta preparazione e supporto, potrai navigare nel mondo della fiscalità con sicurezza e serenità.

Se la libertà per te non è negoziabile, ma senti la necessità di collaborare con persone con i tuoi stessi valori, candidati oggi stesso a diventare un “Extender”.

 

Commenti

Pasquale Sansone
Indago nella mente delle persone in cerca dei loro desideri più profondi e delle paure più nascoste. Poi ne faccio prodotti, servizi e pubblicità. Extender per Neuromarketing, Copywriting persuasivo, Google ADS, Data driven Strategist.

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