libera professione e gestione dei figli piccoli
libera professione e gestione dei figli piccoli
Tempo

Lavoro Autonomo e Famiglia, Guida Pratica per la Sopravvivenza – Parte 1: Essere Genitori di bambini in età scolastica

Tempo di lettura: 6 minuti

Lo so, è un tema difficile che spesso prevede litigi, sensi di colpa, frustrazione e nervoso ma in questa breve guida vedremo come sopravvivere (o almeno evitare di finire in un reparto psichiatrico) senza, allo stesso tempo, finire sul lastrico ed esibirsi come faceva Mel Brooks in “Che vita da cani!” (film del ‘91 che, se non hai visto, ti consiglio di recuperare)

A tal proposito, la scena alla quale alludo è questa:

Come genitori detentori della “sacra” partita iva,  ci troviamo intrappolati tra il desiderio di prosperare professionalmente, far quadrare i conti, portare a termine il lavoro nei tempi (più o meno)concordati e l’impegno tanto imprescindibile quanto voluto verso la nostra famiglia, navigando in un mare di sfide uniche.

Questa dualità di ruoli porta con sé una serie di ostacoli complessi che vanno ben oltre la semplice gestione del tempo.

Se, infatti, (nella maggior parte dai casi) un lavoratore dipendente, una volta terminato il proprio orario di lavoro può dedicarsi alla famiglia o ad altre attività “private” per noi la storia è completamente diversa:

Una delle nostre maggiori sfide è la prevedibilità e stabilità finanziaria.

A differenza dei lavoratori dipendenti, noi autonomi spesso gestiamo un flusso di reddito incerto, che può variare notevolmente da un mese all’altro.

Questa instabilità non solo aumenta lo stress finanziario ma impone anche una pressione costante nel bilanciare le esigenze immediate della nostra famiglia con quelle a lungo termine della nostra attività lavorativa.

C’è, poi,  la questione dei confini.
Senza una separazione fisica e temporale chiara tra “ufficio” e “casa”, i confini si sfumano. Questo può portare a situazioni in cui il lavoro invade il tempo dedicato alla famiglia e viceversa, creando conflitti interni e sensi di colpa. Noi genitori lavoratori autonomi ci troviamo spesso a dover negoziare continuamente questi confini, cercando di soddisfare le esigenze di entrambi i mondi senza compromettere l’altro.

Infine, non va sottovalutato l’aspetto emotivo e mentale. La pressione di dover essere costantemente “presenti” sia come genitori sia come professionisti può essere estenuante. La lotta per mantenere un equilibrio sano può portare a sentimenti di isolamento, esaurimento e, in alcuni casi, a dubbi sulla nostra capacità di gestire efficacemente entrambi i ruoli.

Queste sfide, pur uniche e spesso complesse, non sono insormontabili. Nel corso di questo articolo, esploreremo insieme strategie e consigli pratici per aiutarci a navigare in questo delicato equilibrio, trovando così una via per la sopravvivenza e, speriamo, anche per il successo.

Prime Strategie di Gestione
Stabilire Confini Chiari
In quanto genitori autonomi, uno dei nostri primi compiti è definire chiaramente i confini tra lavoro e vita familiare. Questo significa stabilire orari di lavoro specifici, anche se lavoriamo da casa. Ad esempio, possiamo decidere che il lavoro si svolga dalle 8:30 alle 16:00 (il tempo di accompagnare i bambini a scuola e riprenderli..in caso di figli piccoli), come in un tipico ambiente d’ufficio.

Dopo esserci dedicati alle attività con i figli, possiamo immaginare di gestire l’aspetto puramente di public relation nel tempo che resta fino alle 19:00.

Facendo così, non ci sentiremo in colpa per aver “lavorato poco” (ma sul “lavorare poco” si apre un capitolo infinito che può tranquillamente riassumersi in “meglio lavorare discretamente per 16 ore o lavorare bene e in maniera super produttiva per 4?”) e, allo stesso tempo, potremo dedicare del tempo ai piccoli

È altrettanto importante avere uno spazio di lavoro dedicato. Anche se è solo un piccolo angolo in un’altra stanza, avere uno spazio fisico per il lavoro aiuta a mantenere una separazione mentale tra le responsabilità professionali e quelle familiari. Inoltre, comunicare questi confini ai nostri familiari è essenziale per assicurare il loro rispetto.

Creare una Routine Quotidiana
Una routine ben strutturata può essere una salvezza. Iniziare e terminare la giornata lavorativa allo stesso orario aiuta a creare un senso di normalità e prevedibilità. È importante anche inserire delle pause regolari per staccare, proprio come faremmo in un ufficio. Queste pause possono essere utilizzate per dedicarci ai nostri figli, fare una breve attività fisica o semplicemente per riposare la mente.

L’utilizzo di strumenti di pianificazione come app di calendario o to-do list ci aiuta a rimanere organizzati. Possiamo pianificare le attività lavorative insieme agli impegni familiari, assicurandoci che nessuno dei due venga trascurato.

Un semplice calendario di Google unito ad un sistema di project management come Asana, Trello o Quire ci aiuta a tener traccia degli impegni e a cercare di rispettarli al meglio.

A tal proposito, so che i clienti hanno sempre bisogno delle cose “per ieri”, ma tenersi sempre un filo più larghi sulle consegne (un lavoro da una settimana, andrebbe concordato con un cliente per essere consegnato in 9 giorni) ci permette di essere meno stressati, fronteggiare più facilmente gli imprevisti e non ridurci a fare le 4 del mattino (con relativa sveglia alle 6 del giorno dopo)

Rete di Supporto
Essere parte di una rete di supporto è fondamentale. Questo può includere partner, familiari, amici o anche altri genitori che lavorano autonomamente. Queste reti possono offrire supporto emotivo, consigli pratici e, in alcuni casi, aiuto concreto, come la condivisione dell’impegno nella cura dei bambini o nell’esecuzione di commissioni.

Unirsi a gruppi online di genitori autonomi può anche essere di grande aiuto. Questi spazi offrono un luogo per condividere esperienze, sfide e soluzioni, creando un senso di comunità e appartenenza.

Utilizzo della Tecnologia a Nostro Favore
In un’era dominata dalla tecnologia, utilizzarla a nostro vantaggio può fare una grande differenza. Esistono numerose app e strumenti online che possono aiutare a organizzare meglio il nostro lavoro e la vita familiare. Ad esempio, app di gestione del tempo come Trello o Asana (già citate sopra) possono aiutare a tenere traccia dei progetti e delle scadenze, mentre app come Google Calendar possono essere utilizzate per pianificare sia impegni lavorativi che familiari.

Un’altra risorsa preziosa può essere l’utilizzo di software di automazione che aiuta a ridurre il carico di lavoro ripetitivo. Strumenti come Zapier possono automatizzare compiti come la gestione delle email o l’aggiornamento dei calendari, liberando più tempo da dedicare alla famiglia.

Cercate sempre uno strumento che vi semplifichi ed automatizzi dei processi, senza farsi spaventare dai costi (20/30 euro al mese valgono molto più dello stress e della frustrazione che possono arrivare dal lavorare in un certo modo).

Strategie di Gestione dello Stress
Essere genitori e lavoratori autonomi può essere stressante, ma ci sono strategie che possiamo adottare per gestire meglio questo stress. Tecniche di mindfulness e meditazione possono aiutare a rimanere centrati e a ridurre l’ansia. Anche dedicare del tempo a hobby o attività che ci piacciono può essere un ottimo modo per disconnettersi dal lavoro e ricaricarsi.

L’esercizio fisico regolare è un altro potente strumento per combattere lo stress. Anche una breve camminata all’aria aperta o una sessione di yoga possono avere un impatto significativo sul nostro benessere mentale.

Cercare di dormire bene il tempo necessario al nostro corpo è una cosa FONDAMENTALE.
Meglio consegnare qualche giorno dopo e riposare delle ore in più di notte piuttosto che farsi aiutare da bevande energizzanti.

Riconoscere il Valore del Proprio Tempo
Prima di tutto, è fondamentale che noi, come genitori lavoratori autonomi, riconosciamo il valore del nostro tempo. Questo significa capire che ogni ora che dedichiamo al lavoro è un’ora in meno che passiamo con la nostra famiglia o curando noi stessi. Avere questa consapevolezza ci aiuta a valutare meglio le richieste dei clienti e a decidere se accettarle o meno.

Impostare Aspettative Chiare fin dall’Inizio
Quando iniziamo una relazione con un nuovo cliente, è importante stabilire aspettative chiare fin dall’inizio. Questo include comunicare i nostri orari di lavoro, i tempi di consegna e la nostra disponibilità. Fornire queste informazioni in anticipo può ridurre la probabilità di richieste irragionevoli.

Utilizzare un Linguaggio Positivo ma Fermo
Quando diciamo no a un cliente, è importante farlo in modo rispettoso ma fermo. Possiamo usare frasi come “Attualmente il mio calendario è pieno e voglio assicurarmi di fornire la migliore qualità di lavoro per tutti i miei clienti” o “Sarei felice di considerare questo progetto in futuro, ma al momento non posso impegnarmi senza compromettere la qualità del lavoro che offro, quindi decidiamo insieme una deadline che vada bene ad entrambi”.

Offrire Alternative o Soluzioni
Se dobbiamo rifiutare una richiesta, possiamo cercare di offrire alternative o soluzioni. Ad esempio, possiamo suggerire un altro professionista di fiducia o proporre una nuova tempistica che si adatti meglio al nostro programma.

Mantenere la Professionalità
Anche nel dire no, è importante mantenere la professionalità. Questo aiuta a preservare la relazione con il cliente e lascia la porta aperta per future collaborazioni.

Ricordare l’Importanza dell’Equilibrio Vita-Lavoro
Infine, ricordiamoci sempre che dire no è una parte essenziale per mantenere un sano equilibrio tra vita lavorativa e personale. Prendere troppi impegni può portare a stress e burnout, il che non è benefico né per noi né per i nostri clienti.

E, in generale (ma questo vale sempre) evitate i clienti “tossici”: i clienti che non sanno cosa vogliono veramente, che sono polemici in maniera non costruttiva e che tendono a distruggere il nostro lavoro mortificandolo (il “non mi piace” ci può stare, diverso è dire“fa schifo”)

Riassumendo:
NOI NON SALVIAMO VITE
(si, lo so, avrei dovuto parlarne prima nell’articolo ma so che molti salteranno direttamente alla conclusione, quindi è FONDAMENTALE che sia il primo punto del riepilogo).

Ricordiamo sempre che se il cliente va molto di fretta per una sua disorganizzazione, possiamo aiutarlo, ma non possiamo caricarci sulle spalle tutti i problemi dei nostri clienti (per quanto risolverli ci dia soddisfazione)

Creiamo delle routine e dei “confini” tra lavoro e spazi privati

Organizzare al meglio il tempo effettuando il lavoro al computer durante le ore di scuola dei figli e dedicandoci alle telefonate e a rispondere ai messaggi dopo aver prelevato i figli a scuola

Riposare bene e fare esercizi antistress

Tenersi più “larghi” sulle consegne

Dire, quando serve, “no” ai clienti

Questo vale per figli in età scolare (infanzia, primaria e medie) quando i pargoli cominciano a crescere i problemi da affrontare diventano altri ma, probabilmente, le soluzioni per affrontarli sono sempre le stesse.

Commenti

Spunti di lettura

Comments are closed.