Fiscalità

Sfruttare il forfettario per pagare meno tasse

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Aprire una partita IVA può essere un passo cruciale per molte persone che intraprendono una nuova attività o professione. In Italia, dove la pressione fiscale è parecchio elevata, una delle opzioni più vantaggiose a disposizione è il regime forfettario. Contrariamente a quanto si possa pensare, questo sistema di tassazione non solo è il più conveniente previsto dal nostro ordinamento giuridico, ma è anche uno dei più favorevoli a livello europeo.

“Tutto può essere tassato, ma il trucco sta a nasconderlo bene.”
Lord Dewar

Il regime forfettario offre una serie di vantaggi significativi che vale la pena esplorare. Ma prima di addentrarci nei dettagli, è importante sottolineare che, per accedere a questo tipo di tassazione, è necessario soddisfare alcuni requisiti chiave. Il limite di fatturato annuo non può superare gli 85.000 euro, e le spese per lavoro accessorio e l’eventuale assunzione di collaboratori devono essere inferiori a 20.000 euro lordi.

Vantaggi del regime forfettario

Aprire una partita IVA con il regime forfettario è una scelta che offre numerosi vantaggi. Prima di tutto, le spese di costituzione sono inferiori rispetto al regime ordinario. In secondo luogo, la gestione fiscale è notevolmente semplificata, grazie all’esonero dalla fatturazione elettronica e all’esenzione dall’applicazione dell’IVA e della ritenuta d’acconto.

Ma il vantaggio principale che attrae molte persone al regime forfettario è il livello di tassazione estremamente agevolato. Nel regime ordinario, i contribuenti devono versare l’IRPEF, l’IRAP, oltre alle addizionali regionali e comunali. Con il regime forfettario, tutti questi tributi sono sostituiti da un’unica imposta con un’aliquota del 5% per i primi 5 anni di attività, che successivamente passa al 15%. A confronto, il regime ordinario prevede aliquote IRPEF che vanno dal 23% al 43%.

Come funziona la tassazione nel regime forfettario

Una caratteristica fondamentale del regime forfettario è la determinazione dell’imposta basata sull’utile netto conseguito alla fine dell’anno. Questo significa che il 5% o il 15% verrà applicato solo al risultato della differenza tra le entrate totali annue e i costi forfettari. Questi costi sono calcolati in base a coefficienti di redditività stabiliti dallo Stato, che variano a seconda del tipo di attività economica esercitata (codice ATECO).

Esempio:

Immagina di gestire un’attività di commercio al dettaglio con un fatturato annuo di 20.000 euro. Il coefficiente di redditività per questa attività è del 40%. Quindi, la base imponibile sarà di 8.000 euro (20.000 x 40%). Se sei nel primo anno di attività o nei primi 5 anni, dovrai versare solo 400 euro di tasse (8.000 x 5%). Dopo i primi 5 anni, la tassa sale a 1.200 euro (8.000 x 15%). Rispetto alle aliquote IRPEF che vanno dal 23% al 43% nel regime ordinario, è evidente il notevole risparmio fiscale.

Ottimizzare, ottimizzare, ottimizzare

Nel regime forfettario, non è possibile dedurre i costi effettivi sostenuti durante l’attività. Tuttavia, esiste una strategia per ridurre ulteriormente l’imposta e massimizzare il risparmio fiscale.

Le spese anticipate fuori campo IVA ex Articolo 15

Una strategia per massimizzare il risparmio fiscale nel regime forfettario è sfruttare le cosiddette “spese anticipate fuori campo IVA ex articolo 15”. Questo meccanismo permette di rendere non imponibili gli importi anticipati e di essere tassati solo sull’importo effettivo. In pratica, acquistando prodotti necessari per un lavoro e intestando la fattura al cliente, è possibile addebitare queste spese nella fattura rilasciata al cliente, aggiungendo la voce “spese anticipate fuori campo IVA ex articolo 15”.

Un esempio vale più di mille parole

Immagina che ti venga commissionata la creazione di un sito web e che tu faccia al cliente un preventivo di 2000 euro.
Il progetto prevede che tu anticipi i costi del dominio, dello spazio web e di eventuali plugin. Ora immagina che questi costi ammontino a 300 euro.

A questo punto devi fare in modo che i suddetti costi non diventino una vera e propria zavorra fiscale. Come puoi farlo? Ecco come funziona:

  1. Acquisto dei servizi: Acquista il dominio, lo spazio web e i plugin  necessari in nome e per conto del cliente.
  2. Fatturazione al cliente: Emetti una fattura di 2000 euro al cliente, includendo i costi anticipati di 300 euro per il dominio, lo spazio web e i plugin.
  3. Voce “Spese anticipate fuori campo IVA ex articolo 15”: Nella fattura, aggiungi una voce chiara denominata “spese anticipate fuori campo IVA ex articolo 15” che separi questi costi dagli altri servizi forniti.

Questa strategia ti consente di addebitare i costi anticipati direttamente al cliente senza che diventino parte del tuo reddito imponibile. In altre parole, sarai tassato solo sull’importo effettivo che ti spetta come compenso per lo sviluppo web.

Questo è solo uno dei modi in cui puoi sfruttare il regime forfettario a tuo vantaggio. Con una pianificazione oculata e una comprensione approfondita delle regole fiscali, puoi mantenere più denaro nel tuo portafoglio e garantire una gestione finanziaria efficiente della tua attività.

La cosa più difficile da capire nel mondo è l’imposta sul reddito.
– Albert Einstein

Ricorda, la legge fiscale è complessa e in continua evoluzione, quindi è sempre consigliabile consultare un esperto fiscale o un commercialista per massimizzare i tuoi risparmi fiscali e assicurarti di essere in regola con le leggi vigenti.

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Giovanni Sodano
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